Racconto di apertura – fuori selezione
Mattia, forse di P. M.
«Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.»
Il resto, invece, cambiava ogni volta.
Sul citofono ero ancora Mattia. Sulla tessera della biblioteca risultavo Matteo. In banca avevano scritto Mattias, con una esse finale che nessuno era mai riuscito a togliere. Mia madre continuava a chiamarmi Teo, anche se da bambino avevo odiato quel diminutivo.
Per anni avevo pensato che fossero soltanto errori, piccole sbavature amministrative. Poi, un lunedì mattina, trovai nella cassetta della posta una lettera indirizzata a Mattia Pascal.
Non c’era mittente.
Dentro, un solo foglio.
Ci dispiace informarla che la persona corrispondente a questo nome risulta deceduta il 14 ottobre.
Rimasi fermo nell’androne con la busta in mano.
Il 14 ottobre era il giorno prima.
La cosa più strana non era che qualcuno mi credesse morto.
Era che, per la prima volta da molto tempo, sentivo che forse avevano ragione.