Editor e correttore di bozze: due lavori diversi

Editor e correttore di bozze intervengono sul testo in momenti diversi e con obiettivi differenti. In questo articolo vedremo che cosa distingue i due lavori e perché è importante capire di quale intervento ha realmente bisogno un manoscritto

Editing e correzione di bozze non sono la stessa cosa

Quando si parla di revisione di un manoscritto, editing e correzione di bozze vengono spesso confusi. In realtà intervengono in momenti diversi del lavoro sul testo e rispondono a esigenze differenti.

La correzione di bozze lavora su un testo che ha ormai raggiunto una forma sostanzialmente definitiva. L’attenzione è rivolta agli aspetti formali: refusi, ortografia, grammatica, punteggiatura, errori di battitura e uniformità redazionale.

L’editing interviene invece quando il testo può ancora essere messo in discussione. Non si limita alla correttezza della frase, ma guarda al funzionamento complessivo della storia: struttura, trama, personaggi, punto di vista, ritmo, coerenza e stile.

Un testo può essere corretto e avere comunque bisogno di editing

Un testo può non contenere errori grammaticali, avere una punteggiatura corretta e presentarsi formalmente molto pulito, ma avere comunque problemi narrativi. Una scena può essere troppo lunga, un personaggio può agire senza una motivazione comprensibile, un’informazione importante può arrivare nel momento sbagliato oppure il punto di vista può cambiare senza una ragione narrativa.

In questi casi la correzione di bozze non è lo strumento adatto, perché il problema non riguarda la correttezza del testo, ma il suo funzionamento.

Un esempio concreto

Testo di partenza

Laura entrò in cucina e vide la tazza rotta sul pavimento. Si chinò a raccogliere i pezzi, facendo attenzione a non tagliarsi. Era la tazza che sua madre le aveva regalato per il suo diciottesimo compleanno e alla quale era molto affezionata. Mentre raccoglieva i frammenti pensò che Marco l’avesse rotta durante la discussione della sera precedente. Si arrabbiò molto.

Che cosa farebbe la correzione di bozze?

Dal punto di vista formale c’è poco su cui intervenire. Le frasi sono corrette, la punteggiatura funziona e non ci sono refusi significativi. Una correzione di bozze potrebbe quindi lasciare il brano quasi invariato.

Che cosa vede invece un editor?

L’editor non si chiede soltanto se il brano sia corretto, ma se la scena stia producendo sul lettore l’effetto che dovrebbe produrre.

In questo caso le informazioni arrivano tutte già spiegate: sappiamo immediatamente che la tazza è importante per Laura, perché lo è, chi potrebbe averla rotta e quale emozione prova la protagonista. Il lettore non ha quasi nulla da scoprire attraverso la scena.

Il problema, quindi, non è nella correttezza delle frasi, ma nel modo in cui l’informazione viene costruita e distribuita. L’editor potrebbe suggerire di lasciare che il significato della tazza e la rabbia di Laura emergano progressivamente attraverso le sue azioni, i suoi pensieri o alcuni dettagli della scena.

L’editor deve riscrivere la scena?

Il compito dell’editor non è sostituire la propria scrittura a quella dell’autore, ma individuare ciò che nel testo non funziona e aprire possibili strade di revisione.

In questo caso potrebbe chiedere all’autore: quanto è importante che il lettore sappia subito da dove viene la tazza? È necessario dichiarare che Laura è arrabbiata oppure possiamo farlo percepire? Che cosa cambia nella scena se il sospetto su Marco emerge solo qualche riga più tardi?

Le risposte appartengono all’autore. L’editing serve ad aiutarlo a vedere le possibilità che il testo contiene e a scegliere consapevolmente come svilupparli.

Di quale intervento ha bisogno un manoscritto?

Dipende dal momento in cui si trova il testo. Se struttura, trama, personaggi e stile sono ancora in fase di revisione, è il lavoro di editing a poter intervenire sugli elementi che determinano il funzionamento della storia

La correzione di bozze arriva dopo, quando le scelte narrative e stilistiche sono ormai definite e il testo ha bisogno dell’ultimo controllo formale.

Confondere i due interventi significa rischiare di correggere con grande precisione un testo che, prima di essere corretto, avrebbe ancora bisogno di essere ripensato.